Youth Exchange CODE RED – Decodificare l’estremismo: l’esperienza di Alessandro
Partecipare al progetto “CODE RED: Cracking the Signals of Extremism and Propaganda” non è stata solo un’opportunità di formazione, ma un vero e proprio viaggio dentro i meccanismi che muovono l’informazione (e la disinformazione) nel nostro continente.
In un’epoca in cui siamo costantemente bombardati da messaggi, fermarsi a riflettere su come e perché certi contenuti arrivino a noi ritengo sia fondamentale.
Il cuore del progetto: oltre la propaganda
Il progetto CODE RED è nato con un obiettivo chiaro: fornire a noi giovani gli strumenti critici per riconoscere i segnali dell’estremismo e della propaganda online. Non si è trattato di una semplice lezione teorica “frontale”, ma di un percorso fatto di continua partecipazione attiva, ricco di attività coinvolgenti, per capire come le narrazioni d’odio riescano a infiltrarsi nelle nostre comunità sfruttando algoritmi e paure radicate.

Il momento più intenso: il confronto tra realtà
Se dovessi scegliere un momento particolarmente significativo di questa esperienza, sceglierei senza dubbio il workshop sui casi studio nazionali.
Ogni team ha portato sul tavolo esempi reali di disinformazione vissuti nel proprio Paese. È stato particolarmente interessante vedere gli effetti della propaganda sui sistemi politici e le società di diversi paesi europei. Ascoltare i racconti diretti dei miei compagni mi ha fatto capire che la manipolazione non è un concetto astratto, ma qualcosa che influenza quotidianamente le opinioni pubbliche di tutta l’Unione.

Il tempo libero
Il progetto, ovviamente, non è stato solo studio. La parte più bella è stata la scoperta delle persone e delle loro culture. Ogni sera, durante le serate interculturali, ogni team ha presentato il proprio Paese ciascuno secondo la propria creatività: tra racconti, musica, tradizioni e danze tipiche è stato come fare un piccolo viaggio in tutta Europa restando nella stessa stanza.
I momenti che però porto nel cuore sono le chiacchierate private a fine giornata o, per meglio dire, nottata. In quegli istanti, parlando del più e del meno, ti rendi conto che i problemi e le preoccupazioni di un ragazzo che vive a centinaia di chilometri da te sono spesso identici ai tuoi. È stato in sostanza un esercizio di empatia che mi ha fatto sentire parte di un qualcosa di più grande. E poi, non meno importante: parlare e confrontarmi tutto il giorno mi ha aiutato tantissimo a migliorare il mio inglese senza quasi accorgermene!

Ringraziamo Alessandro per questo bellissimo resoconto del progetto CODE RED, coordinato dall’associazione Euromove NGO e finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea. Le persone ritratte nelle fotografie hanno acconsentito all’uso per finalità di disseminazione dei risultati di progetto.


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